11 settembre 2015 § Lascia un commento

Dante non poteva scriverlo perché era impegnato in un progetto figo, in cui doveva dare il senso di un sistema complesso, elaborato, bellissimo. Ma vi assicuro che, avesse potuto anche scrivere gag che comprendessero altro che le scorregge, lo avrebbe detto che esiste un girone dell’Inferno apposito per i coinquilini che lavano i propri piatti ma lasciano lì la tua tazza.

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Se per caso non ve ne foste accorti

11 settembre 2015 § Lascia un commento

settembre è tornato: finalmente non è più obbligatorio sfoggiare l’abbronzatura e pubblicare fotografie imbarazzanti con gente mezza nuda in località discutibili, con tatuaggi altrettanto discutibili bene in vista.

Finalmente la scuola materna sotto casa ha riaperto e i bimbi cinguettavano felici, finché la maestra con la voce da cornacchia ha detto Al mio 3 le mamme vengono tutte con me (signora Cornacchia,  ma lei magari ha anche studiato per fare il lavoro che fa?) e i bambini hanno iniziato a disperarsi per la dipartita delle genitrici, con urla strazianti. Intanto facevo colazione con un frullato alla banana e pensavo che quel sottofondo acustico era perfettamente consonante con il mio stato d’animo (un po’ come la scena di quel film coreano inflazionato,  che mentre gli staccano i denti con la pinza, sotto ci sono i violini di Vivaldi).

Finalmente stamane è arrivata la raccomandata della Veritas, che ci intima di pagare la gabella cittadina, utile ad avere il titolo di Residenti della Serenissima. È arrivata con soli 6 mesi di ritardo: pensavo che il Doge deve avere tantissima corrispondenza da smaltire, in effetti.

Finalmente ogni tanto capita di incrociare un soave vociare nel tuo dialetto natìo e sai per certo che non sono turisti: sono tutti operai del settore edile, che di qualsiasi nazionalità e/o etnia siano, come madrelingua hanno il bergamasco, proprio in virtù dell’attività professionale svolta.

Ho pensato che forse passo dalla padella alla brace, col fatto che smetterò di andare in aeroporto per iniziare ad addomesticare turisti.

Pensavo che è bene che arrivi l’inverno, perché socialmente il freddo giustifica il fatto di esternare il proprio malessere. Invece col caldo tutti si aspettano che tu sia felice.
Chissà perché, poi.

More CACIOTTE please

18 marzo 2015 § Lascia un commento

Oggi in pausa pranzo (che poi era pausa cena ma sarebbe stato inusuale leggere “pausa cena”, caro lettore assiduo, motivo per cui ho scritto questa parentesi, che ora chiudo, non ti preoccupare) ho capito che gli insuccessi della mia vita sono iniziati durante la mia adolescenza, periodo in cui, oltre a frequentare un liceo di dubbia utilità e che nulla mi ha insegnato se non il cinismo, mi sono innamorata follemente di Chris Martin.

Oggi, mentre la tivvù trasmetteva il video dei Blur “Country House”; mentre mangiavo del pollo al curry con riso basmati, “IL PIATTO DEL GIORNO!”; mentre contavo i minuti che mancavano alla fine della pausa, ho capito che chi avrei dovuto amare veramente è Alex James, il bassista della famosa band inglese tanto in voga negli anni ’90, quello alto e coi capelli a scodella che Wikipedia descrive come un ex cocainomane e padre di tre figli: Geronimo e i gemelli Artemi e Galileo (il fil rouge, per i lettori attenti, è evidente che siano i nomi della prole al gusto di WTF). Alex James a un certo punto della sua vita ha messo la testa a posto, ha smesso di drogarsi e si è messo a fare il casaro – rimanendo sempre bellissimo e, soprattutto, altissimo.

Qui potete comprare i suoi formaggi.

E così, mentre saggiavo la stopposità del pollo al curry e tentavo di fingere che fosse un sapore esotico quello percepito dalle mie papille gustative, guardando la faccia del maiale presente nel video di Country House, ho capito di essere stata innamorata per anni della persona sbagliata e che, probabilmente, gran parte dei miei insuccessi sociali sono imputabili a questo gravissimo errore.

Mentre mi immaginavo nella campagna inglese dell’Oxfordshire, con le guance rosse e le mani puzzolenti, pensavo che c’è gente, là fuori, che leggono i libri in italiano ma poi quando li devono citare, lo fanno in lingua originale, perché fa figo. E quando gli fai notare che non c’è congruenza fra i virgolettati dei loro articoli e le loro bibliografie finali, invece di giocare d’astuzia e dirti che le traduzioni le hanno fatte loro dall’originale, ti mandano i titoli dei libri in italiano e in allegato le loro code di paglia e la loro vergogna. E solo allora, finito il mio pollo al curry, ho esclamato: “more CACIOTTE, please”.

Più caciotte

e poi ho notato una cosa affascinante (circa gli atti creativi)

1 novembre 2013 § Lascia un commento

Praticamente tempo fa [la piantina timorese] ha iniziato a creare delle specie di contenitori porta-semi a forma di piccoli baccelli di fagiolo e notavo in questi giorni che dal rametto che ha creato queste piccole protuberanze sono cadute tutte le foglie e si è seccato tutto. Però i baccelli porta-semi sono ancora lì, non sono caduti.

Io ero tutta contenta perché aveva creato i suoi piccoli frutti e ci sono rimasta male a vederla seccarsi.

E così, constatavo cose circa la vita e la morte.

intersezionismo senza pioggia

31 ottobre 2013 § Lascia un commento

Credo di aver trasmesso la mia tosse al mio cane perché da qualche giorno tossiamo allo stesso modo. La cosa che mi fa sentire più in colpa è che temo di avergliela trasmessa mentre gli facevo le coccole sul divano, quando entrambi ci guardiamo negli occhi pensando a quanto si sta bene quando si ha qualcuno da guardare negli occhi e non sono necessarie parole superflue.

Poi, l’altra sera pensavo È da quando ho ricordi di me che mi ricordo che stavo di merda. Ora mi chiedo Perché improvvisamente ho la necessità di essere felice? Voi altri siete felici? Bravi. Instragrammatevi e non rompetemi i coglioni. E grazie.

Il mio periodo lavorativo non finirà prima delle 13,45 di oggi, nonostante mi sia stato comunicato qualche ora fa che Hai fatto più ore di quelle che avresti dovuto fare.

Sogno frequentemente di prendere queste medicine a forma di sassolini che dovrebbero aiutarmi a evitare di cacare molle in questo posto tropicale pieno di umidità e piante verdissime in cui mi trovo. Dalla scatolina di latta di forma cilindrica, contenitore delle pasticche a forma di sassolini, escono spesso delle cavallette.

Nel frattempo alla stazione di Venezia Santa Lucia un manipolo di papaboys con felpe bianche offrono ABBRACCI GRATIS!. Ieri avrei voluto estrarre dal mio cappotto un cartello con scritto Fuck offs for free, font Kunstler Script, per non smettere mai di essere eleganti. Purtroppo nella vita non funziona come nei cartoni animati dunque mi sono limitata a espressioni plumbee cariche d’odio.

L’altra notte, più o meno intorno alle 2, abbiamo decretato ufficialmente che la tequila è un’ottima panacea, soprattutto per evitare di dar fuoco a soggetti che metti a fuoco nell’unico infausto momento di accorta lucidità di tutta la serata.

Poche ore prima pensavo a quanto disgraziate siano le tempistiche umane, mentre – incapace di dire cose opportune, come sempre in questi casi – una mia amica mi comunicava Chissà quando avrò mai il coraggio di aprire questo regalo, che arriva da una persona che oggi non c’è più.

Finalmente

21 ottobre 2013 § Lascia un commento

oggi ho visto la palude esplodere.

Vedevo i turisti disperarsi, gli storici lagnarsi, gli hipster lamentarsi e i civili perdere il senso.

Ho finalmente visto volare via le cose poco importanti, insieme a questa finta Storia che ci rende sicuri perché noi il Passato ce lo siamo costruiti a suon di Mattoni e la Memoria a suon di Carta Stampata, stipata in biblioteche polverose, piene di topi e insetti che si nutrono di ciò che siamo convinti sia il Noi.

Purtroppo era solo nella mia testa e per strada i turisti stanno ancora camminando con il loro passo incerto, fotografando Le Chiese e I Ponti; i radical-chic stanno ancora compiacendosi del loro Look e dei loro pensieri Liberal&Radical; il mio capo sta ancora lavorando come se non ci fosse nulla di più importante al mondo che catalogare libri; i Veneziani si stanno ancora lamentando perché ci sono troppi turisti e troppi cinesi.

E io continuo a pensare che ogni tanto in questo Occidente Turgido e Saldo – ogni tanto – una qualche esplosione priva di senso ci starebbe bene. Così, per ricordarsi che le cose per cui vale la pena prendersi sul serio, se esistono, non implicano né i libri né i muri di mattone.

“Um dia desaparece o Sol… e acabou. E o Universo nem sequer se dará conta de que nós existimos. O Universo não saberá que o Homero escreveu a Ilíada”.

“Un giorno il sole sparirà… e fine. E l’Universo non si accorgerà nemmeno che siamo esistiti. L’Universo non saprà che Omero ha scritto l’Iliade”.

José Saramago, traduzione mia.

Adesso continuate a fare i punk e andate a scrivere la A di anarchia sui muri, forza!

Oggi sono tutti in sciopero

18 ottobre 2013 § Lascia un commento

Perfino il signore che solitamente chiede l’elemosina oggi non c’era a chiedere l’elemosina. Sciopero.

Per quanto mi riguarda, ho deciso che oggi mi convinco del fatto che fra qualche mese partirò per l’Africa e in culo Western culture e i capi che mi chiedono di fare i doppi turni perchè sono tutti in sciopero tranne me.

E grazie!

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