More CACIOTTE please

18 marzo 2015 § Lascia un commento

Oggi in pausa pranzo (che poi era pausa cena ma sarebbe stato inusuale leggere “pausa cena”, caro lettore assiduo, motivo per cui ho scritto questa parentesi, che ora chiudo, non ti preoccupare) ho capito che gli insuccessi della mia vita sono iniziati durante la mia adolescenza, periodo in cui, oltre a frequentare un liceo di dubbia utilità e che nulla mi ha insegnato se non il cinismo, mi sono innamorata follemente di Chris Martin.

Oggi, mentre la tivvù trasmetteva il video dei Blur “Country House”; mentre mangiavo del pollo al curry con riso basmati, “IL PIATTO DEL GIORNO!”; mentre contavo i minuti che mancavano alla fine della pausa, ho capito che chi avrei dovuto amare veramente è Alex James, il bassista della famosa band inglese tanto in voga negli anni ’90, quello alto e coi capelli a scodella che Wikipedia descrive come un ex cocainomane e padre di tre figli: Geronimo e i gemelli Artemi e Galileo (il fil rouge, per i lettori attenti, è evidente che siano i nomi della prole al gusto di WTF). Alex James a un certo punto della sua vita ha messo la testa a posto, ha smesso di drogarsi e si è messo a fare il casaro – rimanendo sempre bellissimo e, soprattutto, altissimo.

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E così, mentre saggiavo la stopposità del pollo al curry e tentavo di fingere che fosse un sapore esotico quello percepito dalle mie papille gustative, guardando la faccia del maiale presente nel video di Country House, ho capito di essere stata innamorata per anni della persona sbagliata e che, probabilmente, gran parte dei miei insuccessi sociali sono imputabili a questo gravissimo errore.

Mentre mi immaginavo nella campagna inglese dell’Oxfordshire, con le guance rosse e le mani puzzolenti, pensavo che c’è gente, là fuori, che leggono i libri in italiano ma poi quando li devono citare, lo fanno in lingua originale, perché fa figo. E quando gli fai notare che non c’è congruenza fra i virgolettati dei loro articoli e le loro bibliografie finali, invece di giocare d’astuzia e dirti che le traduzioni le hanno fatte loro dall’originale, ti mandano i titoli dei libri in italiano e in allegato le loro code di paglia e la loro vergogna. E solo allora, finito il mio pollo al curry, ho esclamato: “more CACIOTTE, please”.

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